Dal 1° gennaio 2026 la Siae è diventata punto unico di riscossione anche per i diritti connessi Scf. Tariffe invariate ma procedura semplificata. Cosa devono sapere bar, ristoranti, hotel e negozi italiani.
Per i pubblici esercizi, le strutture ricettive e gli esercizi commerciali italiani il 2026 porta una novità procedurale rilevante. La Siae è diventata lo sportello unico di riscossione anche per i diritti connessi gestiti da Scf e Nuovo Imaie. Le tariffe restano invariate rispetto al 2025, ma il modo di pagarle cambia.
Fino al 2025 i locali ricevevano due richieste distinte: una dalla Siae per il diritto d'autore, una da Scf per i diritti connessi degli artisti interpreti, esecutori e produttori fonografici. Dal 2026, in base a un mandato conferito da Scf e Nuovo Imaie alla Siae, gli esercizi commerciali e artigiani potranno versare entrambi i compensi attraverso un unico interlocutore, anche se i pagamenti restano contabilmente separati.
La modifica è stata comunicata alle associazioni di categoria nelle settimane precedenti la scadenza di marzo. Confcommercio, Cna e Confartigianato hanno divulgato il quadro aggiornato ai propri associati nei primi mesi dell'anno, con particolare attenzione alle scadenze e alle riduzioni convenzionate.
Il calendario dei versamenti per la musica d'ambiente è stato articolato su due date.
Per i pubblici esercizi e le strutture ricettive associate, le riduzioni convenzionate possono arrivare fino al 27% sui compensi della musica d'ambiente, secondo gli accordi nazionali stipulati da Cna e Confcommercio con la Siae per il 2026.
La Siae ha confermato per il 2026 il mantenimento delle tariffe della musica d'ambiente, scegliendo di non applicare l'adeguamento Istat di settembre (pari all'1,4%). I punti percentuali accantonati saliranno così a 11,5 complessivi, disponibili per future revisioni.
Sul piano della rappresentatività, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha fotografato il mercato italiano dei diritti d'autore musicali con la Delibera 142/25/CONS del 27 maggio 2025: la Siae rappresenta il 99,2% del repertorio musicale utilizzato in Italia nel 2024, mentre Lea/Soundreef si attesta allo 0,8%. Nel 2025 Soundreef, entità di gestione indipendente con sede in Irlanda, ha cessato di operare in Italia tramite Lea e ha avviato l'attività in forma diretta come Egi.
La riscossione unificata semplifica un'operazione amministrativa che per anni è stata percepita come ridondante. Il commerciante riceve ora due richieste di pagamento — una per il diritto d'autore, una per i diritti connessi — entrambe gestite da Siae, con la possibilità di pagare contestualmente presso lo stesso sportello.
Per chi gestisce un locale, una struttura ricettiva o un negozio, le opzioni operative restano sostanzialmente tre. La prima è continuare a pagare Siae e Scf per accedere ai loro repertori musicali, scegliendo eventualmente le tariffe convenzionate tramite le associazioni di categoria. La seconda è verificare scrupolosamente la provenienza di ogni brano diffuso, pagando solo le collecting effettivamente rappresentative del repertorio utilizzato — una strada teorica ma operativamente complessa, data la frammentazione del mercato. La terza è adottare un catalogo musicale al di fuori dei cataloghi gestiti dalle società di gestione collettiva, scelta che ha ricadute dirette sulla procedura amministrativa.
Vale la pena ricordare che esistono regole specifiche per categorie particolari di locali. Per gli studi professionali, ad esempio, una sentenza della Corte di Cassazione del 2016 ha escluso l'obbligo di versare i diritti connessi Scf nelle sale d'attesa, mentre la questione del diritto d'autore Siae resta distinta. Per gli operatori che ricevono una comunicazione formale dalla Siae per la prima volta, le associazioni di categoria mettono a disposizione protocolli di risposta e moduli per richiedere le riduzioni convenzionate.
Gli esercenti che ricevono richieste di pagamento per la musica d'ambiente nel 2026 dovrebbero verificare tre elementi: la tipologia del locale (pubblico esercizio, esercizio commerciale, struttura ricettiva), la presenza di una convenzione con un'associazione di categoria che dia diritto a riduzioni, e il repertorio musicale effettivamente diffuso nel proprio spazio.
Per ulteriori informazioni sulle differenze tra Siae, Scf e le altre collecting attive in Italia è disponibile la guida MCR alle licenze musicali in Italia.
Il sistema dei diritti d'autore italiano resta uno dei più articolati in Europa, e la scelta del modello musicale per un locale è anche una scelta operativa di lungo periodo. Per il team di My Corporate Radio — che dal 2024 sviluppa una libreria proprietaria curata editorialmente per hospitality, retail e ambienti corporate — la riscossione unificata Siae 2026 è una semplificazione benvenuta per chi utilizza il repertorio delle società di gestione collettiva.
Per gli esercenti che invece scelgono un modello differente, con cataloghi al di fuori dei repertori Siae e Scf, il punto resta la qualità editoriale del prodotto musicale e la coerenza con l'identità del proprio spazio commerciale. Un hotel di alta gamma, un negozio premium o una catena retail hanno esigenze diverse da quelle di un bar di quartiere, e la musica diffusa è oggi un asset di marca, non più un sottofondo neutro.
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